Thomas Snyder, Campione del Mondo di Sudoku ai Mondiali di Praga lo scorso marzo, e secondo ai recenti Campionati del Mondo di Puzzle in Brasile, continua a vincere. Sabato 20 Ottobre, infatti, il giovane statunitense si è aggiudicato il primo Campionato Nazionale Americano di Sudoku.
Inserita il 25/10/2007
Sabato 20 ottobre scorso si è svolto presso il Convention Center di Philadelphia (USA) la prima edizione del Campionato Nazionale Americano di Sudoku, una competizione dedicata agli appassionati statunitensi del più famoso gioco logico del mondo. Trionfatore, ancora una volta, è uscito l'attuale Campione del Mondo di Sudoku, Thomas Snyder, che si è aggiudicato il primo premio, un assegno di 10.000 dollari e il biglietto per l'India, dove difenderà il suo titolo alla prossima edizione del Campionato Mondiale.
L'evento è stato organizzato dal responsabile della sezione "puzzle" del New York Times, Will Shortz. La gara si è sviluppata in diverse parti, con sifde a tempo per ognuno dei tre livelli di difficoltà principali (principianti, intermedio, avanzato), oltre a sfide dirette tra concorrenti divisi per fascia d'età. l primo premio della sfida per principianti, un assegno da 3.000 dollari, è stato vinto da Lori DesRuisseaux, di Elverson; Ron Osher, di Stamford, si è aggiudicato il primo premio della sfida di livello intermedio; dalla finale di livello avanzato è uscito vincitore Thomas Snyder.
Sfida i campioni
Mettiti alla prova e sfida i campioni di Philadelphia. Scarica gli schemi che li hanno portati alla vittoria e prendi il tempo, per vedere se saresti stato in grado di batterli!
Il primo premio della sfida per principianti, un assegno da 3.000 dollari, è stato vinto da Lori DesRuisseaux, di Elverson, che ha risolto lo schema finale in 3' 49".
Scarica le soluzioni dei tre schemi.
L'intervista
Cogliamo l'occasione di questa nuova vittoria per pubblicare l'intervista rilasciata da Snyder a NonZero in occasione della sua vittoria nel Campionato Mondiale di Praga, (per informazioni sull'evento, potete leggere qui).
NonZero. Thomas, come hai scoperto i giochi logici, e in particolare il Sudoku?
Thomas Snyder. Mi sono sempre piaciuti i puzzle, specialmente quelli matematici e logici. All’inizio li risolvevo per puro divertimento, ma tre anni fa ho iniziato a partecipare a vere e proprie gare. Adesso quando risolvo un puzzle nel tempo libero lo faccio sempre con accanto un cronometro, proprio come durante una gara. E se non sono impegnato a risolverli, sono preso a
crearne di nuovi per gli amici.
NZ. Qual è il tuo rompicapo preferito?
TS. Non saprei, ma ultimamente gioco molto a Slitherlink (in Italia Circuito Chiuso) e Kakuro. Mi piacciono molto anche le parole crociate criptiche, un tipo di cruciverba di origine inglese che contiene giochi di parole e definizioni a trabocchetto.
NZ. Parliamo del Campionato. Cosa si prova ad essere il campione del mondo?
TS. E’ stato bellissimo! A Lucca ho avuto una prestazione straordinaria, ma sono arrivato secondo. Dare il massimo di nuovo e vincere è stato molto esaltante.
NZ. Quest’anno sono state utilizzate molte varianti. Cosa ne pensi?
TS. Le varianti offrono la possibilità di affrontare sfide sempre nuove, pur restando comunque dei Sudoku. Cambia soltanto il punto di partenza. Molte varianti, una volta capito come risolverli a partire dai pezzi a disposizione, sono in realtà schemi “tradizionali”.
NZ. Ce n’è una che ti piace particolarmente?
TS. Mi è sempre piaciuto il Sudoku a incastro. Si possono usare tutti i soliti metodi per risolverli, ma bisogna usare anche tecniche particolari, come quelle basate sulla Legge degli Scarti, laddove le forme possono collegare alcune caselle
ad altre e offrire ulteriori informazioni sulla risoluzione dello schema. Quest’anno sono state proposte alcune varianti
geometriche molto creative, come ad esempio il Parquet, di cui spero di vedere ulteriori esempi in futuro.
NZ. Pensi che i campionati futuri avranno sempre più varianti?
TS. Quest’anno mi aspettavo qualche schema classico, magari con sfida a tempo. Ad ogni modo, sono contento che siano state introdotte le varianti, che obbligano a usare nuove tecniche e rappresentano sfide tutte nuove. Personalmente, trovo che la parte più divertente del risolvere un puzzle sia il dover imparare le tecniche adatte a risolverlo. Ogni nuova variante offre la possibilità di ripensare al modo migliore per inserire i numeri nello schema, tenendo conto delle nuove limitazioni imposte. Penso che in futuro sarà sempre più normale vedere sulle riviste alcune varianti accanto agli schemi classici. I quali, in ogni caso, non spariranno mai, essendo sicuramente i più facili da imparare per chi è alle prime armi.
NZ. Mediamente, quanto difficili erano gli schemi proposti durante il Campionato?
TS. Il livello di difficoltà degli schemi andava da medio a molto difficile. Nessuno era difficile quanto il sudoku toroidale di Lucca, ma diversi schemi sono stati piuttosto impegnativi. Stranamente, mentre alcuni schemi delle finali erano difficili (come il Sudoku diagonale), altri erano molto facili (come il Sudoku puzzle). Non mi sarei mai aspettato un ultimo puzzle così facile, specialmente se paragonato all’ultimo schema di Lucca.
NZ. Quali abilità sono state messe più in risalto durante le gare di Praga?
TS. Prima di tutto sicuramente la velocità e l’abilità nel destreggiarsi tra molti stili differenti, dato che era necessario completare i round e quindi non si poteva essere deboli in nessuna variante. Sia io che Hideaki Jo (il giapponese secondo classificato) abbiamo totalizzato un punteggio superiore al 100% dei punti previsti perché siamo riusciti a completare alcune parti: la velocità è stata quindi un fattore determinante.
NZ. Come e quanto ti sei allenato per il Campionato?
TS. Negli ultimi mesi ho lavorato alla stesura di un libro dal titolo“Sudoku Battaglia navale” che sarà pubblicato negli USA dalla Sterling Publishing, quindi non ho avuto molto tempo libero. Probabilmente mi sono allenato per circa 15 ore affrontando gli eccellenti schemi dei campionati nazionali, come quello italiano, giapponese, francese, olandese e, ovviamente, ceco, così da abituarmi a risolvere molti puzzle, specialmente varianti, in breve tempo.
NZ. Raccontaci qualcosa della tecnica che usi per risolvere gli schemi.
TS. Di solito, quando affronto un Sudoku, cerco di non limitarmi a una sola tecnica. Alcuni suggeriscono di guardare un numero
alla volta; io invece a volte guardo i numeri, altre volte mi concentro su righe, colonne o riquadri incompleti, altre ancora mi baso sulle costrizoni specifiche di un determinato schema (come la diagonale) e passo da un metodo all’altro a seconda della necessità. Penso che utilizzare così tanti approcci differenti mi aiuti a trovare più rapidamente i piazzamenti più difficili, che sono poi quelli che ti fanno davvero proseguire nella soluzione. Per quanto riguarda la mia velocità, uno degli aspetti critici è il modo di fare annotazioni (i “numeretti”). Io segno i numeri papabili in una casella soltanto se è una delle due sole posizioni in cui può stare in una riga, colonna o riquadro. Se le due caselle sono adiacenti, scrivo il numeretto direttamente sul bordo che le divide, per risparmiare altro tempo. Più avanti nella soluzione, quando inserisco un numero, può capitare nella stessa riga o colonna
di uno dei numeretti che ho inserito. Se è così, elimino una delle due posizioni dove può andare quel numero e posso scriverlo immediatamente nell’altra. Man mano che lo schema si completa, posso usare i numeretti per inserire molte cifre in pochissimo tempo. Riesco così a risolvere certi schemi molto in fretta, inserendo fino a 10 o 15 numeri in meno di 5 secondi.
NZ. Un’ultima domanda: andrai in India nel 2008 a difendere il titolo?
TS. Sì, ho intenzione di difendere il mio titolo nel 2008. Spero anche che la squadra americana possa migliorare e vincere il titolo a squadre.
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